Con la tecnologia RFID un azienda è in grado di identificare digitalmente un prodotto, tracciarlo con precisione in ogni fase della propria supply chain e leggere o scrivere dati su di esso in maniera istantanea e in qualunque quantità.
L‘hardware del sistema raccoglie i dati e la posizione dei prodotti durante il il loro ciclo di vita, permettendo al software di dare agli amministratori una completa visione in tempo reale dello stato d’avanzamento di produzione o di distribuzione di migliaia di prodotti o componenti in contemporanea, facilitandone enormemente il lavoro.
Questa capacità di processare migliaia di prodotti in pochi secondi torna utile in innumerevoli casi, basti pensare alle operazioni di carico e scarico di un magazzino con possibilità di fare in automatico un inventario di tutta la merce in un batter d’occhio. Si tratta di un sistema di identificazione e memorizzazione automatica di informazioni capace di rispondere all’interrogazione a distanza.
Questo tipo di tecnologia permette, infatti, la creazione di una rete di rilevamento automatica (hand free) di informazioni su persone, oggetti e animali sia statici che in movimento, agevolando a monte la filiera del dato.
In questo modo i dispositivi RFID intervengono come efficace ponte tra il mondo fisico e il mondo digitale, in modo da rendere decisamente più efficienti i processi di raccolta e analisi dei dati.
Con l’aumento della complessità della filiera del dato, legata alla massiccia presenza dei sistemi informatici per la gestione dei dati, e la necessità di velocizzare e automatizzare questo processo, la tecnologia RFID si pone al centro della nuova rivoluzione industriale, l’Industria 4.0.
Ma vediamo un pò la storia di questa tecnologia:. Introdotta già a partire dagli anni della Seconda Guerra Mondiale, l’applicazione civile della tecnologia RFID ha visto un’evoluzione significativa solo in seguito, con i primi brevetti utili datati agli inizi degli anni ’80.
Come si è detto, la tecnologia RFID indica un sistema di identificazione tramite radio-frequenze. Questo sistema si basa fondamentalmente su due componenti essenziali: l’RFID tag e il lettore RFID, detto anche interrogatore o RFID reader.
Grazie a queste due componenti la trasmissione dei dati tra gli oggetti, gli animali o le persone equipaggiate con un RFID tag e i lettori RFID avviene istantaneamente, affidandosi alla velocità di trasmissione delle onde elettro-magnetiche.
La capacità di trasmissione istantanea di dati permette di agevolare notevolmente non solo l’impianto logistico della gestione degli stessi, ma anche la sicurezza.
Proprio questa intuizione ha portato la tecnologia RFID ad essere brevettata in ambito civile per la prima volta negli anni Sessanta. Solo con la creazione delle necessarie infrastrutture per permetterne un’applicazione più diffusa, tuttavia, essa ha potuto vedere una maggiore diffusione.
La diffusione e l’ampliamento delle infrastrutture digitali che hanno permesso l’accesso globale ad internet hanno, infine, reso la tecnologia RFID necessaria in più campi tanto della filiera produttiva quanto della distribuzione.
Attualmente ne fanno ampiamente uso le aziende di tutto il mondo: a distanza di quasi 40 anni dal brevetto del 1983, infatti, i dispositivi RFID hanno raggiunto un grado di semplicità, efficienza e diffusione tali da renderli accessibili in gran quantità a qualsiasi azienda di qualsiasi settore.
Il sistema RFID moderno si compone di due elementi principali: il tag o trasponder RFID e il controller o reader RFID, dotato di antenna.
Il tag comprende un chip contenente i dati, dotato di un apparato radio ricetrasmittente. Questo, eccitato da un supporto esterno fisso o portatile, emette onde radio comunicanti le informazioni presenti nel chip. Questa trasmissione, a sua volta, può essere regolata per avvenire a frequenze variabili, in modo da poter essere più o meno facilmente leggibile a diverse condizioni.
La frequenza di trasmissione dei dati determina l’efficacia della lettura da parte del lettore RFID a diverse distanze. La potenza del RFID reader, connessa alla capacità dell’antenna che lo compone e che capta i segnali radio emessi dal tag, vanno ad individuare la portata di lettura di ciascun dispositivo.
Il funzionamento del reader è, per il resto, semplice. Esso si compone di un protocollo di auto id, che permette la lettura automatica delle informazioni, identificando automaticamente e immediatamente le caratteristiche e i dati del prodotto a cui è connesso il tag.
Il controller RFID, inoltre, dopo la lettura del tag tramite il sistema di auto id, procede alla comunicazione degli stessi ai sistemi di alto livello (Middleware o ERP). Questo tipo di comunicazione è garantita dall’antenna collegata al controller e costituisce uno di principali vantaggi della tecnologia RFID abbinata ai sistemi informatici di analisi dei dati.
In questo modo, infatti, i dati rilevati dalla lettura possono essere immediatamente comunicati e immagazzinati in un cloud, in modo da risultare accessibili ad altri programmi ed estendere notevolmente il sistema di controllo dei dati.
Il sistema di auto-identificazione (auto id) dei dispositivi RFID è diventato l’elemento cardine di ogni moderna funzione di inventario e logistica da parte di aziende di diversi settori. I prodotti di magazzino possono essere catalogati, monitorati e inventariati istantaneamente grazie alla lettura fornita dai dispositivi RFID.
Una delle principali differenze di cui tener conto nella selezione di un sistema RFID è quella concernente la tipologia di tag o etichetta a cui far riferimento.
In base ai campi di applicazione, infatti, si può dimostrare maggiormente utile la selezione di RFID tag attivi o passivi. In cosa differiscono?
Nel caso di sistema RFID attivo il tag dispone di un sistema di alimentazione e può comprendere anche più antenne, in modo di diffondere il proprio segnale a diverse frequenze. Non sono affatto rari i sistemi RFID attivi che all’interno del tag contengono anche diversi sensori per una raccolta di dati più dettagliata e approfondita.
Questa tipologia di sistemi è solitamente impiegata nel momento in cui serve poter contare su distanze di trasmissione maggiori.
Il sistema RFID passivo, invece, è dotato di un tag più elementare, privo di alimentazione e che è costituito unicamente da un microchip supportato da un materiale che fa da substrato.
In questo modo, al passaggio del lettore, le onde emesse attivano il microchip il quale risponde emettendo a sua volta un segnale che contiene al suo interno tutte le informazioni memorizzate nel chip.
In questo caso il sistema di alimentazione è superfluo in quanto sono le stesse onde emanate dal lettore ad attivare il microchip e la sua risposta è, appunto, passiva.
I moderni sistemi, inoltre, permettono anche di riscrivere i dati presenti nel tag attraverso appositi lettori, rendendo il sistema RFID passivo decisamente più flessibile.
Una delle applicazioni più diffuse e comuni dei sistemi RFID, sia attivi che passivi, è costituita dall’antitaccheggio.
Sia i negozi che alcune tipologie di prodotti, infatti, sono equipaggiati con sistemi RFID per il controllo dei transiti non autorizzati degli oggetti. Attraverso l’inserimento di etichette e tag RFID contenenti dei chip, infatti, è possibile monitorare l’eventuale spostamento illegittimo delle merci nel caso in cui dovessero lasciare le aree autorizzate.
Questo è possibile monitorandone gli spostamenti grazie a varchi posti in prossimità degli ingressi e delle uscite. Questi varchi comprendono antenne di lettura, adatte sia a rilevare i tag attivi che passivi.
Creato per la prima volta dall’EAS (Electronic Article Surveillance), i dispositivi anti-taccheggio RFID sono ormai globalmente diffusi ed impiegati.
La tecnologia RFID e quella dei codici a barre (noti come BARCODE) sono due sistemi di lettura e immagazzinamento di dati sui prodotti che sono in competizione? Non è detto.
Come sempre la scelta della tecnologia viene fatta in base a tanti fattori. Se i tag e le etichette RFID hanno evidenti vantaggi in termini di velocità, dati immagazzinabili e quantità di prodotti scansionabili contemporaneamente, i classici BARCODE sono spesso preferiti nel settore della distribuzione di articoli deperibili o a basso prezzo (specialmente alimentari) dato che i BARCODE hanno costo pressoché nullo e non impattano sul prezzo della merce.
Le due tecnologie quindi, in un sistema progettato professionalmente e con un software avanzato, possono coesistere ed essere integrate perfettamente, infatti le componenti più moderne in grado di leggere o stampare etichette RFID possono gestire anche i più tradizionali BARCODE.
Quali sono le principali differenze e perché scegliere l’uno piuttosto che l’altro?
Ebbene, i BARCODE rappresentano un sistema meno avanzato rispetto agli RFID. Le barre, infatti, permettono l’immagazzinamento solo di una piccola quantità di dati e possono essere letti solo se esposti correttamente al reader.
I reader delle BARCODE, inoltre, hanno la capacità di leggere solo un codice alla volta, rendendo il processo di inventario decisamente più lento.
Oltre a questo vi è da tenere a mente che se il codice a barre dovesse essere in qualsiasi modo alterato (danneggiamento del supporto o alterazione dell’integrità delle barre), la lettura risulterebbe essere di fatto impossibile.
Al contrario il sistema RFID permette la lettura di migliaia di codici simultaneamente: il reader, infatti, non deve trarre le informazioni dalla lettura delle barre bensì dalla ricezione di segnali radio a frequenze preimpostate. Questo rende le operazioni di inventario decisamente più immediate.
In alcuni casi, come si è detto, è possibile anche riscrivere le informazioni contenute nel chip.
Ciò si riflette, ovviamente, sui costi. I sistemi RFID, infatti, affidandosi a dispositivi elettronici, risultano essere più costosi delle BARCODE.
Esistono numerosi casi in cui i due sistemi sono coesistiti con gran successo per le aziende, sfruttando il meglio di entrambe le tecnologie.
Affidandosi a sistemi di trasmissione radio e la possibilità di immagazzinare direttamente sul cloud i dati così rilevati, i sistemi RFID sono software-compatibili. Questo significa che la gestione e l’analisi dei dati possono essere compiute pressoché istantaneamente ed è possibile ottenere in tempo reale le informazioni logistiche, di inventario e di produzione necessarie ad un management attivo, rapido ed efficiente.
I software RFID, inoltre, permettono anche di monitorare attentamente ogni stato di avanzamento della produzione nel caso in cui questa dovesse essere diversamente geolocalizzata, in modo da gestire conseguentemente tutta la filiera aziendale.
Questi software sono giunti ad uno stato di avanzamento tale da essere disponibili sia in versione mobile che in versione PC, rendendo possibile seguire la catena logistica aziendale in qualsiasi momento e agevolando la dislocazione dei vari reparti.
Dipendendo esclusivamente dall’accesso ad internet, i software RFID consentono la gestione delle varie fasi di management produttivo anche con lo smart-working, assecondando in questo modo le diverse esigenze e disponibilità del personale e rendendo superflue spese di localizzazione dei dipendenti.
Questa particolare caratteristica dei software RFID li hanno resi uno dei punti centrali dell’Industria 4.0 e uno strumento indispensabile per tutte le aziende moderne, permettendo loro di fronteggiare serenamente le diverse situazioni cui possono essere soggetti i dipendenti e, soprattutto, di distribuire il lavoro su più ampia scala.
I vantaggi principali della tecnologia RFID dipendono interamente dalla flessibilità della lettura dei microchip.
La possibilità di impostare diverse frequenze di trasmissione delle onde, infatti, permette letture anche a distanze notevoli di molteplici tag. Per questo motivo non sarà più necessario affrontare sessioni di inventario rese particolarmente lunghe dalla necessità di scannerizzare uno ad uno i codici.
I tag RFID, infatti, possono trasmettere simultaneamente i segnali e i RFID reader sono capaci di captarne anche migliaia alla volta, trasmettendo istantaneamente i loro dati ai software connessi.
Questo permette di inventariare interi container in pochi istanti e di abbattere notevolmente i tempi della Supply Chain.
Inoltre questo svincola dal lavoro di inventario in presenza, permettendo maggior sicurezza in tutti quegli ambienti contaminati o sporchi, garantendo maggior sicurezza al personale. Se ben protetti, i chip che compongono il tag RFID possono resistere anche ad agenti chimici o ambientali, permettendo una lettura sicura anche dopo esposizioni prolungate e risultando in una maggiore affidabilità rispetto ai BAR CODE che, come si è detto, dipendono dalla resistenza del supporto.
Non per ultimo, la capacità dei software di ricevere immediatamente i dati riguardanti migliaia di oggetti, permette una gestione logistica del magazzino e della Supply Chain pressoché istantanea, rendendo i servizi complessivamente più competitivi e efficaci.
Il rapporto tra i sistemi RFID e il ROI (Return on Investment) viene a dipendere da un complesso mix di fattori.
Di fatto le aziende si affidano alla tecnologia RFID per svariati motivi che dipendono in generale dal diverso settore di cui si occupano. Statisticamente, tuttavia, le motivazioni principali comprendono:
Queste motivazioni hanno portato la maggior parte delle aziende ad adottare sistemi RFID per le proprie merci.
Il ROI su questa tipologia di investimento deriva specificamente dalla capacità di inserirla efficacemente all’interno del modello di gestione aziendale in atto in base a quelle che sono le specifiche esigenze e le motivazioni di base.
I principali reparti aziendali che hanno visto un maggior ROI sull’investimento in sistemi RFID sono stati:
– Prevenzione delle perdite di magazzino (specialmente per le merci di valore); – Efficacia nella Supply Line (abbattendo il famoso Error Prone Process dovuto a situazioni di lavoro intense e prolungate); – Incremento delle vendite e abbattimento della OSS (Out Source Sale);
L’adozione di software adatti alla analisi mirata dei dati provenienti dai sistemi RFID aiuta a verticalizzare i dati ricevuti verso una maggiore efficienza di questi settori della filiera produttiva e logistica, in modo da garantire un significativo ROI sui sistemi di auto-identificazione radio-trasmessa dei prodotti.
La tecnologia RFID in Italia si inserisce all’interno di un contesto estremamente particolare. Lo Stivale d’Europa, infatti, è caratterizzato da un gran numero di aziende medio-piccole, da un costo del lavoro sufficientemente alto e da una generale scarsa liquidità.
All’interno di queste premesse la tecnologia RFID costituisce un elemento indispensabile per favorire uno sviluppo continuo a prescindere dalle condizioni sociali del lavoro e dalle leggi a riguardo.
Come si è detto in precedenza, infatti, questo tipo di tecnologia è altrove applicata in particolar modo per l’abbattimento dell’Error Prone Process, ovvero degli errori connessi a condizioni di lavoro intense o prolungate.
In questo modo è possibile abbattere notevolmente i costi relativi alle occupazioni di inventario e gestione del magazzino, rendendo più efficiente la Supply Chain e avendo, a distanza di tempo, maggiori fondi da dedicare ad altro.
Il costo della tecnologia RFID, infatti, si compone principalmente di due elementi, uno fisso e uno periodico.
La componente fissa è anche quella a maggior costo. Si tratta di tutti i macchinari necessari all’installazione dei RFID tag sui prodotti, alla lettura degli stessi e alla scrittura delle informazioni relative ai prodotti nei chip.
Questa tipologia di spesa varia, ovviamente, in base alla situazione e alle esigenze aziendali, per cui è d’obbligo richiedere un preventivo.
I costi periodici, invece, riguardano le etichette da acquistare di volta in volta in base ai propri ritmi produttivi.
In ogni caso i tempi di recupero dell’investimento variano anche in base al settore, motivo per cui è necessario affidarsi ad una consulenza specializzata per ottenere previsioni ad hoc.
In conclusione la tecnologia RFID permette una maggiore e più efficiente gestione dell’intero comparto aziendale, abbattendo significativamente le spese logistiche e di controllo e permettendo di gestire l’intero processo produttivo e di Supply Chain anche da remoto.
In questo modo riesce a garantire quei requisiti indispensabili di flessibilità, efficienza e risparmio di risorse essenziale per le aziende moderne, che si apprestano ad affrontare la trasformazione digitale in vista dell’avvento dell’Industria 4.0.
Nel mese di ottobre è stato pubblicato il decreto attuativo del bando digital transformation, in cui vengono specificati i dettagli che riguardano i criteri di scelta e la presentazione delle domande, che potranno essere inviate a partire dal 15 dicembre e che continueranno ad essere prese in esame fino a quando i fondi a disposizione non saranno esauriti.
L’obiettivo del Ministero è quello di facilitare il processo di trasformazione digitale in alcuni settori, aiutando start up innovative e piccole e medie imprese italiane ad essere più competitive sul mercato, ottimizzando crescita e sviluppo.
Le domande saranno valutate da Invitalia mentre le risorse saranno gestite dal Fondo Nazionale Innovazione. Per le aziende sarà possibile partecipare in forma aggregata ed è prevista anche la possibilità di cofinanziamento dei progetti nell’ambito del PON Imprese e Competitività 2014-2020.
Andiamo ad analizzare la proposta del bando digital transformation per le PMI nel dettaglio
Il bando è nato per incentivare la trasformazione tecnologica delle piccole e medie imprese, attraverso le tecnologie avanzate previste nell’ambito del Piano Impresa 4.0 e altre tecnologie relative alla trasformazione tecnologica e digitale di filiera.
Le PMI che possono presentare la domanda devono operare in via primaria o prevalente nei seguenti settori specifici:
– Settore manifatturiero o dei servizi diretti alle imprese manifatturiere
– Settore turistico per le imprese impegnate nella fruizione dei beni culturali tramite sistema digitale
– Settore commercio
Le domande saranno valutate da Invitalia e Infratel che terranno in considerazione dei criteri di base tra cui:
– La solidità patrimoniale ed economica dei beneficiari
– La qualità del progetto in base agli obiettivi del decreto
– I costi del progetto
– La definizione dei parametri legati alla realizzazione del progetto
Le agevolazioni concesse attraverso il bando digital transformation sono calcolate su base nominale dei costi e delle spese ammissibili del progetto pari al 50% così suddiviso:
– 10% contributo
– 40% finanziamento agevolato
Il soggetto che beneficia del finanziamento agevolato è tenuto a restituirlo a decorrere dall’ultima rata ricevuta, senza l’aggiunta di interessi, secondo un piano di rate semestrali entro un lasso di tempo della durata massima di sette anni.
Il beneficiario può richiedere, anche a titolo di anticipazione, che venga erogata la prima quota pari al 50% della somma incentivata entro 12 mesi dalla data di concessione. La cifra rimanente potrà essere richiesta entro 60 giorni dalla data di conclusione del progetto, allegando una relazione tecnica finale, e sarà liquidata entro 90 giorni dalla richiesta.
Possono candidarsi al bando le piccole e medie imprese che, al giorno di presentazione della loro domanda, abbiano i seguenti requisiti:
– Risultano essere iscritte come attive nel Registro delle Imprese
– Nell’ultimo bilancio depositato devono aver fatturato almeno 100.000 euro
– Devono aver approvato e depositato presso il Registro delle Imprese almeno due bilanci
Sono escluse le PMI che risultano sottoposte a:
– Stato di fallimento
– Procedura concorsuale
– Liquidazione anche qualora fosse volontaria
– Concordato preventivo
– Amministrazione controllata
E’ possibile partecipare al bando anche attraverso progetti congiunti, non superando il limite di 10 imprese coinvolte. In questo caso i progetti realizzati utilizzando strumenti come il consorzio, il contratto di rete e l’accordo di partenariato dovranno avere come soggetto promotore capofila un digital innovation hub (DHI) o un ecosistema digitale per l’innovazione (EDI).
I progetti coinvolti, provenienti da piccole e medie imprese che operano in Italia, dovranno avere un importo di spesa tra i 50.000 e i 500.000 euro e saranno esclusi i progetti che risulteranno essere avviati precedentemente al bando.
La durata massima dei progetti potrà essere di 18 mesi a decorrere dalla data di concessione delle agevolazioni, sarà tuttavia possibile richiedere, motivandola, una proroga di massimo sei mesi al Ministero dello Sviluppo Economico.
Il bando digital transformation è destinato a tutti i progetti che hanno come obiettivo la trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi e che prevedono, quindi, investimenti rivolti ad attività di processo e innovazione dell’organizzazione.
Tra le tecnologie che possono essere sovvenzionate, ad esempio, è presente la RFID (radio-frequency identification), un sistema di riconoscimento automatico, che non necessita quindi dell’intervento dell’uomo, sempre più utilizzato nella logistica o nella gestione degli asset.
Un sistema RFID è composto da un tag o transponder, da un lettore e da un sistema informativo di gestione dati. Utilizzando le radiofrequenze, le etichette elettroniche (tag) sono in grado di memorizzare e trasmettere le informazioni, anche a distanza, al reader (lettore) che, tramite un’antenna, le comunica al sistema informatico a cui è collegato che le aggiorna.
Inoltre le etichette RFID, a differenza delle altre, possono essere non visibili perché le onde radio sono in grado di passare attraverso molti materiali come le vernici o il legno, in questo modo il tag può essere apposto anche sul materiale di imballaggio come scatole o pallet, senza rischiare di essere danneggiato.
Tra i progetti che possono essere ammessi ci sono quelli che puntano a incrementare il processo produttivo tramite l’implemento di tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale Impresa 4.0 tra cui:
– La realtà aumentata
– La simulation
– L’advanced manufacturing solutions
– L’integrazione orizzontale e verticale
– L’additive manufacturing
– Il cloud
– L’industrial internet
– Il big data e analytics
– La cybersecurity
Sono inoltre ammessi i progetti che puntano a incrementare il processo di produzione tramite tecnologie relative a soluzioni tecnologiche e digitali di filiera che sono finalizzate:
– Al software
– Alle applicazioni e alle piattaforme digitali utilizzate per la gestione e per il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio
– A ottimizzare la gestione delle relazioni con diversi attori e con la catena di distribuzione
Sono incluse tra le soluzioni tecnologiche di filiera anche quelle finalizzate ad altre tecnologie tra cui:
– La blockchain
– L’intelligenza artificiale
– Sistemi di e-commerce
– La geolocalizzazione
– Sistemi di pagamento via internet e mobile
– L’internet of things
– La tecnologia RFID
– Il fintech
– I sistemi elettronici per lo scambio di dati (EDI)
– La system integration applicata all’automazione dei processi
– Le tecnologie per l’in-store customer experience
La domanda per la candidatura può essere inviata dalle ore 12 del 15 dicembre 2020 tramite una procedura informatica sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico o sul sito di Invitalia, a cui è affidata la valutazione delle richieste che saranno ammesse con ordine cronologico giornaliero a prescindere dall’orario di invio.
Ogni soggetto partecipante al bando, sia singolo che congiunto, può inviare una sola domanda di accesso alle agevolazioni riguardante unicamente:
– Un progetto di innovazione di processo
– Un progetto di innovazione dell’organizzazione
– Un progetto di investimento
Per attuare la procedura bisogna procedere tramite l’identificazione del compilatore della richiesta che sarà il legale che rappresenta o il soggetto beneficiario o il capofila qualora la richiesta fosse in forma aggregata. L’identificazione può avvenire attraverso tre modalità:
– Tramite SPID cioè il sistema pubblico di identità digitale
– Tramite CNS ossia la carta nazionale dei servizi
– Tramite il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia I passaggi da seguire per la compilazione corretta della domanda sono i seguenti:
– Registrarsi ai servizi online di Invitalia indicando il proprio indirizzo e-mail
– Accedere al sito riservato dove è possibile scaricare tutta la documentazione che andrà allegata alla domanda
– Allegare i documenti richiesti
– Per chiudere la procedura di candidatura è necessario avere sia la firma digitale sia la PEC (indirizzo di posta elettronica certificata) del legale che rappresenta la società
– Quando la procedura on line sarà conclusa verrà assegnato un protocollo elettronico
Tra i documenti richiesti che bisogna allegare alla domanda di partecipazione ci sono:
1. la dichiarazione sostitutiva all’atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti di accesso alle agevolazioni e inerente:
– aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla comunità europea
– informazioni finalizzate all’acquisizione della certificazione antimafia
– determinazione della dimensione aziendale e attribuzione del rating di legalità
– norme di prevenzione dell’antiriciclaggio
– valori di bilancio per determinare i punteggi
2. La scheda progetto
3. Lo statuto e l’atto costitutivo
4.In caso di domanda aggregata il contratto sottostante ai rapporti tra le parti
Le domande che saranno ammesse alle agevolazioni saranno comunicate direttamente agli interessati, che dovranno poi sottoscrivere un contratto dove saranno specificati gli impegni e gli obblighi da seguire. Entro i successivi trenta giorni Invitalia procederà con la stipulazione del contratto di finanziamento determinando le condizioni per l’erogazione dei fondi. Il contributo potrà essere revocato qualora vengano violate le disposizioni previste dal DD del 1 ottobre 2020.
Ricapitolando, il bando digital transformation è un’ottima occasione per le start up e le PMI innovative, che potranno candidarsi, attraverso procedura digitale sul sito del MSE o di Investitalia, presentando progetti rivolti a favorire la trasformazione nel campo digitale e tecnologico dei piani produttivi.
Il portale RFID per la logistica sviluppato da InfinityID è una soluzione avanzata per l’identificazione automatica dei prodotti all’interno di magazzini, aree di carico e zone di transito. Grazie alla tecnologia UHF RFID e a un sistema integrato di lettura intelligente, il logistic portal consente la scansione istantanea delle etichette RFID senza interazione manuale da parte degli operatori.
Il portale garantisce letture affidabili, eliminando le letture multiple o indesiderate grazie a:
Tutti i tag RFID applicati ai prodotti vengono rilevati automaticamente al passaggio all’interno del portale. L’identificazione avviene attraverso imballaggi di ogni tipo (esclusi quelli metallici), con una precisione elevata anche in ambienti complessi come i punti di carico.
Il rivestimento radioassorbente blocca la riflessione del segnale, mentre il sistema software filtra le letture per garantire che vengano tracciati solo gli articoli effettivamente transitati nel portale.
Le caratteristiche tecniche rendono il portale RFID particolarmente adatto a soluzioni logistiche ad alta intensità di flusso:
L’adozione di Logistic Portal RFID in ambito logistico consente di:
Il portale logistica RFID è una soluzione scalabile, adatta a piccole e grandi aziende, ideale per chi cerca efficienza, precisione e controllo nei flussi logistici.
La cassa self per negozi sviluppata da InfinityID è una soluzione automatica che utilizza la tecnologia RFID per gestire in modo rapido e sicuro le operazioni di pagamento e controllo antitaccheggio nel punto vendita.
L’obiettivo è offrire un’esperienza di checkout autonomo veloce, precisa e completamente digitalizzata, senza necessità di assistenza da parte del personale.
Il cuore del sistema è uno spazio attrezzato con antenne RFID che leggono in tempo reale le etichette applicate ai prodotti. Posizionando gli articoli nello spazio di lettura, il sistema rileva automaticamente i codici, calcola il totale e consente il pagamento.
Una volta conclusa la transazione, l’etichetta RFID cambia stato e il sistema disattiva automaticamente l’antitaccheggio, permettendo al cliente di uscire senza interruzioni.
L’etichetta è programmata per integrarsi con il sistema di lettura e pagamento.
L’introduzione di una cassa automatica RFID nei negozi porta diversi benefici:
Il sistema è particolarmente utile in negozi a medio-alta affluenza e in contesti retail dove velocità e controllo sono elementi chiave.
Questa tecnologia rappresenta una soluzione concreta per i retailer che vogliono evolvere verso modelli di self-checkout efficienti e intelligenti.
Il sistema RFID non solo automatizza il pagamento, ma aggiunge un livello di sicurezza e precisione difficilmente raggiungibile con i classici sistemi barcode.
I tag RFID on metal sono etichette di identificazione a radiofrequenza (RFID) progettate per funzionare correttamente quando applicate su superfici metalliche. A differenza dei tag RFID tradizionali, questi dispositivi superano problemi noti come detuning, riflessione del segnale, ridotta distanza di lettura, letture errate o assenza totale di segnale.
Le superfici metalliche interferiscono con il segnale radio, rendendo necessarie soluzioni tecniche specifiche. I tag RFID per metallo sono progettati per evitare queste interferenze e garantire prestazioni affidabili anche in ambienti industriali complessi.
I tag RFID on metal sviluppati da InfinityID utilizzano tecnologie avanzate per compensare l’effetto schermante del metallo. Le soluzioni adottate includono antenne specializzate e materiali isolanti che trasformano l’interferenza in un vantaggio, migliorando la riflessione del segnale e aumentando la portata di lettura.
Questa innovazione consente prestazioni migliori rispetto ai tag RFID di pari dimensioni applicati su oggetti non metallici, rendendo queste etichette ideali per il tracciamento preciso in contesti critici.
I tag RFID su metallo trovano impiego in numerosi settori, in particolare per:
Gestione e controllo di armi
Controllo qualità di dispositivi medicali
Tracciabilità di piccoli semilavorati metallici
Queste etichette permettono un’identificazione rapida, affidabile e automatizzata anche su componenti di piccole dimensioni.
A differenza dei classici tag rigidi, l’etichetta RFID on metal adesiva proposta da InfinityID è compatibile con le comuni stampanti RFID, grazie alla sua struttura sottile e flessibile. È ideale per applicazioni su minuteria o superfici non regolari.
Specifiche tecniche principali:
Formato inlay: 60×6 mm
Struttura: schermatura con strato di foam per isolamento dal metallo
Chip RFID: NXP U Code 8
Confezionamento: fornita in rotoli da 500 etichette
Compatibilità: stampanti RFID standard
Questa configurazione consente una gestione più semplice della stampa e un’applicazione diretta anche in ambito produttivo.
La tecnologia RFID è ad oggi una tecnologia sicuramente più efficiente del più usato e conosciuto codice a barre, infatti permette di identificare nello stesso momento centinaia di prodotti senza alcuno scarto, ottenendo così precisione e velocità.
Ogni etichetta, detta anche tag RFID, è composta principalmente da un microchip e un’antenna e viene applicata sull’oggetto da identificare.
Successivamente viene letta da un’antenna, collegata ad un lettore RFID che, tramite un’interfaccia disponibile su vari dispositivi come pc, tablet o smartphone, rileva il passaggio dell’oggetto appositamente “taggato” e ne legge i dati.
Inoltre possono essere “personalizzate” a seconda del loro campo d’impiego e vengono progettate per funzionare correttamente su varie superfici, anche su quelle metalliche.
Grazie a questo sistema è possibile tracciare ogni spostamento in tempo reale, identificando ogni singolo prodotto, contenitore o scaffale di magazzino appositamente etichettato, riducendo non solo gli errori nei prelievi, ma garantendo anche precisione e velocità a tutto il processo produttivo.
Infatti non è più necessario aprire gli imballaggi per verificarne il contenuto, e neanche effettuare il conteggio manuale per la verifica dell’inventario.
Con una serie di scansioni a distanza è possibile identificare e verificare la presenza di specifici oggetti all’interno di ogni singolo collo.
Tutto questo è possibile grazie a Logic, una soluzione software che mira ad ottenere la massima efficienza in qualunque attività grazie alla sua ampia copertura funzionale e alla sua semplicità d’uso che sposa le esigenze di tutte le aziende da quelle grandi alle PMI.
Nata per soddisfare le esigenze della logistica del settore moda, questa etichetta ha affrontato sfide in numerosi altri settori. Il formato compatto, ottimizzato per l’inlay in alluminio da 50×30 mm, è adatto sia per applicazioni su cartellini che su prodotti di maggiori dimensioni. Il supporto cartaceo di qualità e l’adesivo permanente garantiscono la resistenza nel tempo. Il chip Impinj Monza R6 dà ottime performance di lettura. Le etichette sono fornite in bobine da 3000 o 1000 etichette a seconda della tipologia di stampante utilizzata.
Infinity-ID offre un’ampia gamma di etichette e TAG in base ad ogni tipologia di applicazione e personalizzabili in base alle esigenze. Vengono inoltre progettate per funzionare correttamente su varie superfici, anche su quelle metalliche. Definite le necessità dell’azienda e considerato il miglior rapporto qualità prezzo, viene individuata la soluzione più adatta per l’utilizzo specifico tenendo presenti tre criteri: tipologia di articoli, modalità di applicazione e caratteristiche dell’ambiente.
Etichette RFID Cartacee. Bianco o stampato, pellicola o carta, in tutti i tipi di forme e in qualsiasi gamma di frequenza.
Esempi di utilizzo:
Etichette RFID Tessute. Grazie all’elevata flessibilità del materiale, rispettoso dell’ambiente, offre un design delicato e un look da ricamo moderno.
Etichette RFID On Metal. Inciso, stampato e rifinito proprio come una tradizionale insegna in metallo, offre anche flessibilità digitale con archiviazione dati, scansione senza contatto e perfetta integrazione nei processi esistenti.
Tag Surveillance. Ideale per combinare la tecnologia RFID alle tradizionali soluzioni antitaccheggio.
Etichette Laundry. Studiata per resistere a numerosi lavaggi e alla temperatura tipiche di una lavanderia industriale.